Ristorante la Dogana, Camaiore

dogana.jpgOttimo pesce fresco, un ambiente raffinato ma accogliente, prezzi alti, ma nella media per la qualità. Se siete in giro in Versilia e avete voglia di mangiare del buon pesce fresco e piatti di stagione andate al ristorante La Dogana di Camaiore. Lontano dalle abbuffate di massa dei turisti propone antipasti delicati e sfiziosi, porzioni giuste che consentono di assaporare l’intero pasto.

Il piatto forte sponsorizzato sono le tagliatelle al nero (di seppia). In realtà se siete amanti del pesce dal gusto deciso, evitate questo piatto. E’ buonissimo, ma l’ingrediente principale non è il nero di seppia, le tagliatelle sono al nero (cioè è nell’impasto), ma il condimento sono gamberetti freschissimi appena scottati e una delicatissima panna.

Il risultato è ottimo, ma per il mio gusto legato al mare deciso è davvero un peccato aggiungere la panna, forse tornando indietro prenderei la pasta con le triglie. Un piatto a cui non si può rinunciare è il “fritto mistico”, frittura di pesce misto accompagnato da verdurine fritte alla maniera toscana. I piatti di terra sono altrettanto eccezionali e il tiramisù espresso è buonissimo. Con il caffè servono cantucci e biscottini fatti in casa.
Per 1 antipasto di mare, 2 primi, 1 secondo (il fritto mistico è abbondante), 1 dolce, 1 caffè, mezzo vino (vermentino di Luni) e acqua, abbiamo speso 70 euro in due, tutte benedette fino all’ultimo euro.

IL RISTORANTE HA CAMBIATO INDIRIZZO
Consigliato prenotare
Camaiore LU‎CCA Tel. 0584 91 51 59

Ristorante la Dogana, Camaioreultima modifica: 2010-04-30T16:49:00+02:00da mangiotta
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2 pensieri su “Ristorante la Dogana, Camaiore

  1. la prima volta credo sia stata più o meno 28 anni orsono, ancora adolescente … e ancora non riesco a tradirle.
    Le tagliatelle al nero di seppia mi hanno conquistata a tal punto che ogni volta che vado e vorrei provare un altro primo non riesco a rinunciare, una sorta di malia.

    Vittoriano un grande istrione, personalità spiccata e passione per il cibo che trabocca da ogni sillaba. Se per sbaglio vai di persona a prenotare per la sera ed è l’ora di pranzo, e incappi in lui, desini a culatello e prosecco senza accorgertene …
    Nel mio immaginario rappresenta quel tipo di toscano che più mi piace e che meno ormai trovo: alla mano ma non becero, colto di quella cultura pratica ormai rara e che non c’è libro che ti possa insegnare, fiero ma non tronfio, solare senza forzature, di quella positività che emanano i fortunati che fanno il lavoro che più gli piace.

    Il locale è un equo compromesso: con gli stessi lampadari che ha la mia amica nella sua taverna mi fa sentire a casa, ma il tovagliato, le stoviglie curate e il servizio cortese e amichevole al punto giusto, mai sopra le righe o sbracato o troppo rigido e “impinguinato”, mi dice che c’è l’attenzione e la professionalità di un servizio di alto livello, curato ma naturale, sciolto, un posto “confortevole” dove ritorvarsi e ritornare; il contrario di quei “rigidi e tristi pinguini” che trovi nei locali di alta cucina (o che ci provano) capaci di creare quella sottile tensione che non ti permette d mai rilassarti: niente di meglio per un completo benessere culinario, di un cameriere gioioso e contento che ti porta il tuo piatto preferito.

    Ammetto, sono di parte, ci vengo da troppo tempo; parto da Milano per una breve vacanza e il primo pensiero è pianificare quale sarà, dei pochi a disposizione, il giorno migliore per andarci a mangiare

    … ci sarà un perchè!!!!!!!!

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